Verso un altro viaggio…
Il deserto è come una lente d’ingrandimento,
se sei solo e stai bene stai benissimo, se sei solo e
stai male, stai malissimo.Rubo e rivisito questo pensiero di Leopardi, consapevole del
piacere intimo che il deserto può dare.Il mio desiderio di ripartire verso nuove avventure è forte,
fatto di profumi e colori, di ricordi che si vestono di impresa, di sogni che corrono incontro ai desideri, solleticando l’attesa del prossimo viaggio.L’attesa può essere magnifica.
La vedo. La tocco. La respiro.
E’ come il deserto che accarezza il cielo. Una tavolozza di sfumature tenui e gentili che mascherano un’anima forte e indomabile. Un paesaggio che si odia o si ama, senza indecisioni, impetuoso come la passione. Quel deserto….là dove cielo e sabbiasi abbracciano all’orizzonteper far contenti i poeti..
Chiudo gli occhi, lo sto attraversando in questo momento..Duna dopo duna, a fatica, perché ad ogni metro la moto sprofonda e l’avanzata risulta lenta nonostante l’energia spesa.
Se non fosse per le tracce lasciate alle mie spalle non potrei mai dire di essermi spinto tanto avanti… Eppure voglio andare oltre, puntare contro il vento che, prepotente, mi respinge e non mi invita a proseguire.
Testardo. La sua sfida mi sprona, stimola la mia esuberanza e dà più gusto al mio incedere verso il nulla.Provo un gran piacere, una sensazione di libertà quasi totale.
Tanta grandezza dà le vertigini. Trovo sia miracoloso poter avere a disposizione tanto spazio.Da una parte il cielo, infinito azzurro, dall’altra un susseguirsi di dune e sabbia che si srotolano senza fine.Il vento gioca con la sabbia e trasforma le dune in un inseguirsi ritmico di brevi onde leggere, perfette, da fare invidia al mare. Nel punto più lontano che raggiungo con lo sguardo, il mio orizzonte, si materializza un velo sottile tra cielo e terra. Una nuvola di tenui mulinelli, infiniti granelli di sabbia, agitata e indecisa se rassegnarsi ad appartenere definitivamente alla terra o se disperdersi libera, senza legge, nell’azzurro.Sospeso, come il tempo.
Sembra tutto fermo in quel deserto. Immobile anche se in costante mutamento. Guardo le ombre delle nuvole che corrono e si rincorrono veloci sulla sabbia. Un attimo è tutto luce incandescente, l’attimo dopo pare di guardare un negativo, una fotografia in bianco e nero.E’ il sole a ricordarmi che il tempo esiste e che è ora di ripercorrere
all’indietro la via, riattraversare quella beata, silente pista per affogare di nuovo nel frastuono nevrotico della città.Apro gli occhi ma resto qui, nel mio avamposto.
E capisco improvvisamente di non essere affatto solo. Il mio sperdermi di continuo con la mente mi fa sentire in sintonia perfetta con l’universo, in un’intimità che non ammette ostacoli né intrusioni. Sono libero di prendere la mia via..
per provarci ancora una volta, al di là di quell’orizzonte, oltre l’ultima duna..
di ZioCharles e altre genti lontane
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